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BIENNIO

PEDAGOGIA E PEDAGOGIA TERAPEUTICA

MASTER DI APPROFONDIMENTO E DI PERFEZIONAMENTO NELL’AREA DELLA PEDAGOGIA ANTROPOSOFICA

PER EDUCATORI, INSEGNANTI E PSICOLOGI SECONDO IL METODO FONDATO DA RUDOLF STEINER

 

FORMAZIONE CONTINUA

PRESUPPOSTI FONDAMENTALI

 

L’intento del percorso formativo che qui presentiamo è quello di offrire uno strumento per la creazione e lo sviluppo di quelle facoltà che costituiscono il fondamento dell’arte dell’educazione. A tale scopo si parte dalla prospettiva che considera come presupposto della facoltà di educare un percorso di autoconoscenza, di autoeducazione, e di autotrasformazione. Il punto di vista che viene posto a fondamento del corso è quello che la pedagogia Waldorf non serve ad educare gli allievi, ma ad educare i maestri.  Si tratta dunque di un metodo che serve ad educare i maestri e non gli allievi; o meglio, che serve ad educare gli allievi solo attraverso l’educazione dei maestri. Solo attraverso un serio impegno a intraprendere un cammino di autoeducazione si schiudono la capacità di entrare in relazione con l’allievo in modo da  fare scaturire da questa relazione l’arte di educare. Risulta dunque necessario, da parte di chi si vuole formare, di mettere mano a se stesso in modo da porsi come soggetto attivo di un cammino formativo che si sviluppa gradualmente con l’aiuto di chi svolge un ruolo didattico.

 

Questo cammino possiede un valore per se come crescita personale e comunque costituisce una premessa indispensabile per potere operare in modo corretto nell’ arte della educazione così come deve essere intesa nell’ambito del metodo pedagogico inaugurato da Rudolf Steiner. Non si tratta di fare affidamento sulle proprie attitudini naturali: queste in un certo senso hanno una importanza secondaria. Si tratta piuttosto di sviluppare per propria iniziativa delle facoltà che esistono allo stato latente, che sono apparentemente mancanti o insufficienti e che se mai derivano dalla trasformazione di proprie incapacità, dall’elaborazione di proprie manchevolezze e di propri aspetti problematici. 

 

Fondamentalmente l’impostazione del percorso non è rivolta alla semplice acquisizione di nozioni o alla informazione su regole da applicare, ma semmai, attraverso lo strumento della conoscenza dei contenuti della pedagogia, di sviluppare e di risvegliare in sé delle facoltà, facoltà che, per manifestarsi richiedono un esercizio attivo. Per questo ci si sforzerà sin dall’inizio di muoversi oltre la vecchia ormai e ormai superata, sterile distinzione tra teoria e pratica: la teoria verrà esercitata come un concreto processo, un attivo esercizio rivolto all’ampliamento dell’orizzonte dell’ esperienza della realtà, così come la pratica verrà intesa come la capacità di immergersi attraverso l’educazione cosciente della volontà in quei contenuti che operano concretamente nella realtà, in modo da operare in modo creativo in essa.

Su questa premessa si darà un ampio spazio alla acquisizione delle basi metodologiche che costituiscono il presupposto della pratica pedagogica.  Gran parte del processo formativo sarà dedicato all’esercizio della facoltà di osservazione e di introspezione della realtà, poiché l’esercizio di queste facoltà costituisce la premessa per costruire la relazione tra maestro e allievo, relazione che costituisce l’essenza della pratica dell’arte pedagogica. 

 

Si darà ampio spazio all’educazione di una osservazione rivolta a tutti gli aspetti della realtà, ad una osservazione  senza presupposti e senza pregiudizi che consenta di accedere ad una conoscenza  aperta e profonda dell’uomo e della natura. Su questa base si  darà spazio all’educazione di un pensiero che, spogliatosi del fardello del nozionismo e dell’intellettualismo, abbandonando la tendenza a perdersi in elucubrazioni ideologiche, si trasformi in una potenza introspettiva, che, attraverso il varco dell’osservazione, acquisti la facoltà di immergersi nei contenuti e nei principi che stanno a fondamento della realtà. 

 

L’esercizio di queste facoltà fondamentali, l’osservazione e l’introspezione consentirà di fondare tutto il processo di conoscenza sul principio dell’evidenza e non sul principio dell’autorità. Si cercherà di inaugurare un metodo di studio completamente nuovo in cui non si tratta semplicemente di apprendere dei contenuti nella forma di nozioni e di informazioni, quanto piuttosto di servirsi degli stessi contenuti per risvegliare in sé attraverso di essi nuove facoltà di autoconoscenza e un orizzonte più ampio di esperienza della realtà. 

 

Si darà dunque una importanza maggiore al modo di apprendere i contenuti che ai contenuti stessi. Attraverso il costante allenamento ad una prospettiva di conoscenza e di esperienza fondata sulla osservazione pura e su di una introspezione partecipativa, si lavorerà in modo da prevenire la deriva verso una distorsione dottrinaria e ideologica, ed un rigido meccanicismo applicativo di norme che costituisce la più grande minacci  di un sano sviluppo della pedagogia in relazione ai suoi principi e ai suoi intenti originari. 

 

Si lavorerà sin dall’inizio per prevenire le due derive fondamentali della teoria e della pratica pedagogica, derive che sono costituite, da una parte, dal rigido dogmatismo dottrinario che diventa sterile norma e meccanicismo applicativo di regole ripetitive, e dall’altra dal vacuo sentimentalismo mistico e visionario. Entrambe le derive hanno la loro origine nel confessionalismo religioso e costituiscono una importante ostacolo proveniente dalla educazione scolastica. In tal modo ci si dedicherà alla costruzione delle fondamenta metodologiche per un ampliamento della conoscenza dell’uomo e della natura. 

 

Solo attraverso lo sviluppo della facoltà di esplorare in profondità il contenuto della realtà si potranno avere gli strumenti per avvicinarsi alla conoscenza della natura e dell’essenza dell’uomo, conoscenza che costituisce il presupposto per entrare in relazione con l’individualità del bambino. In tal modo si potranno risvegliare in sé quelle modalità di conoscenza introspettiva e intuitiva che costituiscono il presupposto per lo sviluppo delle capacità educative sulla base dell’incontro e della relazione tre maestro e allievo. 

 

Si tratta insomma, attraverso il percorso formativo, di sviluppare in sé un organo di percezione dell’interiorità del bambino: quest’organo si chiama entusiasmo. Solo attraverso l’organo dell’entusiasmo, si entra in relazione con l’essenza individuale del bambino in modo da cogliere la sua vocazione esistenziale, il suo latente anelito a percorrere cammini biografici individuali. Ricordiamoci che l’entusiasmo è lo strumento per entrare in relazione con l’uomo in divenire e dev’essere l’ideale nella formazione del maestro, così come la pedanteria rappresenta la controimmagine negativa, il doppio, l’ombra del maestro.

 

Risulta chiaro quindi che l’intento fondamentale del corso è quello di schiudere e sviluppare in ciascun partecipante, la possibilità di sperimentare la pedagogia come una forma fondamentale di arte, anzi come un’espressione archetipica dell’arte, l’arte della relazione umana, giacché la relazione tra maestro-allievo possiede la potenza creativa di promuovere lo sviluppo dell’individualità verso la piena, libera espressione di se. Per questo tutto il percorso formativo è compenetrato dell’elemento artistico dall’inizio alla fine. 

 

In considerazione del carattere attivo e partecipativo della formazione e del suo orientamento, verso lo sviluppo delle facoltà e dei talenti individuali della personalità del maestro, non vengono presi in considerazione altri percorsi formativi, giacché si vorrebbe partire proprio dall’inizio. Proprio per il fatto che, nell’impostazione del Master, non si tratta semplicemente di acquisire nozioni e applicare regole, ma di sviluppare capacità che possono tradursi in un operare creativo nell’ambito pedagogico, fondato sull’evento centrale dell’incontro tra maestro e allievo, proprio per questo è necessario comunque ricominciare sin dagli inizi e non presupporre nulla. 

 

Per questo motivo vorremmo sconsigliare caldamente di iscriversi al Master coloro che sono motivati in modo primario dall’intento di ricevere un attestato che possa essere solamente lo strumento esteriore per trovare un posto di lavoro. Il corso sicuramente non è fatto per loro. È naturale che alla fine della formazione sarà consegnato un attestato che possa portare ad espressione la idoneità del partecipante all’insegnamento. Questo attestato è certamente il sigillo di una idoneità alla pratica pedagogica. Tuttavia l’impostazione fondamentale rispetto agli aspetti semplicemente formali, è quella di considerarli solamente il segno dello svolgimento di un percorso reale e non la finalità e il pretesto esteriore della partecipazione. Riteniamo che essenzialmente l’aspetto del riconoscimento debba essere il risultato di una profonda e seria  autovalutazione, che prende le mosse  da se stesso, da chi si forma, e che si serve dell’aiuto del docente, e non una semplice autorizzazione esteriore a fare ciò che è richiesto da qualsivoglia istituzione.

INTRODUZIONE

 

L’impostazione generale del Master di Pedagogia Waldorf e Pedagogia Terapeutica ha due livelli: Livello I e II. Questi due livelli debbono essere considerati come qualitativamente diversi, e l’uno presuppone l’altro. Entrambi i livelli presuppongono  lo studio e il costante approfondimento dei contenuti della Antroposofia. Questi rappresentano lo strumento, in un certo senso l’attrezzo, per acuire la propria facoltà di  conoscenza e di esperienza e, nello stesso tempo, la propria plasticità interiore nella educazione e nella trasformazione di se stesso. Su questa base, costantemente presente dall’inizio alla fine del corso, ci si dedicherà in modo graduale e progressivo ad un rinnovamento e a un ampliamento della conoscenza dell’uomo e della natura su nuove fondamenta: ampliamento che ogni partecipante deve costruire a partire da se stesso. In particolare nulla verrà presupposto come vero ed efficace, ma la validità di ogni tema  verrà considerata sulla base di un lavoro attivo fondato sul criterio dell’esperienza e sul principio dell’evidenza. Questi saranno i criteri di verifica del lavoro svolto e non, come accade solitamente, il risultato di un giudizio astratto in cui la verifica è una vuota e superficiale valutazione quantitativa, sulla base di una unità di misura presupposta e derivata da una semplice norma ideologica e da un sistema di dogmi posto in modo arbitrario come vero. 

 

Bisogna riflettere sul fatto che, mentre il maestro si sta formando già sta educando l’allievo. Infatti non si impara a nuotare  prima di entrare in acqua, ma solo dopo essere entrato in acqua. Il maestro sta già educando l’allievo che è in sé e, prima di tutto, il maestro è allievo di se stesso. Deve risvegliare in sé il maestro che lo pone in un costante atteggiamento di autoeducazione. E il primo atto di autoeducazione è la rivisitazione degli strati profondi che si sono succeduti nel proprio processo maturativo, la rivisitazione del bambino in se e dell’adolescente in se, cioè di quelle forme di coscienza che ha attraversato lui stesso. Solo allora potrà avere un intendimento per la natura temporale dello sviluppo dell’individualità nel corso dell’esistenza e solo allora potrà conformare la pratica dell’arte dell’educazione ai ritmi di crescita e di maturazione dell’allievo, acquistando un intendimento per i segni in cui si annuncia visibilmente la trasformazione, l’evoluzione e la maturazione dell’allievo stesso all’interno della struttura ritmica dello svolgimento temporale del suo percorso. 

 

La struttura del Master ha dunque come base l’Antroposofia. Da questa deriva lo studio della Metodologia e solo così si edificheranno i presupposti per acquisire le basi per entrare nel tema della Pedagogia. Il Master ha dunque come obiettivo specifico quello di proporre un’opportunità formativa nell’area dell’Antropologia, dell’Antroposofia e della Pedagogia. Alla fine si vuole costruire una nuova prospettiva nella quale risulti evidente che l’arte dell’educazione consiste essenzialmente nel creare le condizioni in cui ciascun allievo abbia l’opportunità di dischiudere la propria individualità portando ad espressione i suoi talenti e le sue attitudini. In tal modo potrà attuare  nella relazione con se stesso e con la realtà la libera espressione della sua predisposizione interiore più profonda, della sua più intima vocazione esistenziale. Il Master, come abbiamo detto, non terrà conto di precedenti percorsi formativi, tuttavia, proprio per le sue caratteristiche intrinseche, offre l’opportunità di una formazione che possa anche completare e/o perfezionare precedenti percorsi formativi, oppure introdurre e preparare alla partecipazione di ulteriori eventi formativi.

OBIETTIVI GENERALI

  • Sul fondamento di uno studio approfondito del testo “La Filosofia della Libertà”, anche in relazione alla lenta evoluzione dell’idea della libertà nel corso del divenire umano, porre sin dall’inizio la elaborazione dell’idea della libertà come il presupposto e la condizione della pratica dell’arte dell’educazione da parte del maestro da una parte e, dall’altra, come meta dell’evoluzione dell’allievo. Sviluppare in tal modo una progressiva consapevolezza  del fatto che la pedagogia Waldorf è essenzialmente una educazione alla libertà: A questo scopo si tratteranno dall’inizio alla fine, come aspetti universali della formazione, i seguenti temi: Libertà e Necessità. Libertà e Responsabilità. Libero Arbitrio e Libertà, Istituzioni e Libertà.

  • Un secondo obiettivo che verrà subito posto in evidenza è il metodo di studio e la relazione tra studio ed esercizio.  Lo studio verrà posto come una forma specifica di esercizio nel quale in una certa misura la relazione tra il contenuto dell’apprendere e l’atto dell’apprendere vanno capovolti, nel senso che il contenuto dell’apprendere va considerato in una certa misura un pretesto  per allenare e rafforzare l’atto dell’apprendere. In tal modo l’energia ricavata dallo studio si trasformerà in una intensificazione della capacità di osservazione e di introspezione. Questo consentirà di allenare, attraverso un costante esercizio, la capacità di ricordare e di dimenticare. Si approfondirà sin dall’inizio la relazione tra il dato, la sua elaborazione, la sua trasformazione, la sua cancellazione e la sua evocazione nel processo di apprendimento. A questo proposito si approfondirà costantemente la relazione tra forma e contenuto.

  • Un terzo aspetto sarà il continuo, ininterrotto approfondimento della conoscenza dei sei esercizi come strumento fondamentale per praticare un costante allenamento interiore verso la piena libertà ed autonomia nell’esercizio della professione di maestro e nella pratica dell’arte di educare.

  • Una educazione al risveglio di una coscienza più vasta e profonda della sfera del movimento e della relazione tra movimento, parola e pensiero. A tale proposito si darà ampio spazio alla pratica dell’Euritmia come espressione archetipica del movimento umano, come quell’arte del movimento che, in un certo senso, contiene in sé tutto l’uomo. Ci si dedicherà anche alla relazione tra euritmia e ginnastica come esperienza dello spazio attraverso il superamento della caduta, e alla relazione tra euritmia e danza, come esperienza del tempo attraverso il ritmo. Attraverso l’acquisizione di  una più profonda relazione esperienziale con le dimensioni dello spazio, del tempo e del movimento, si creeranno le premesse per gli ulteriori obiettivi.

  • Allenamento costante della sonorità, del timbro, del ritmo e del flusso della parola, e approfondimento della qualità della parola attraverso la conoscenza e la pratica delle diverse forme della fonetica e della pronuncia dei diversi linguaggi, nonché delle variazioni musicali dei diversi dialetti. Alla base del compito universalmente umano del maestro deve esservi un vero e proprio culto della parola.

  • Approfondimento costante di alcuni concetti universali attraverso un esercizio che consente di riconoscerli all’interno della realtà come: metamorfosi, evoluzione, maturazione, ritmo, ciclo, epoca, essenza, essere manifestazione, sostanza e forza, arto costitutivo, sistema di forze, sostanza materiale e immateriale. Questi concetti universali non vanno appresi astrattamente, ma attraverso un continuo, intenso esercizio della osservazione e dell’introspezione.

  • Continuo approfondimento nel dettaglio del piano di studi e delle singole materie e del loro modo di susseguirsi durante lo svolgimento dell’insegnamento scolastico. Infatti, solo se si coglie l’identità tra universale e particolare, solo se si entra nella disposizione di riconoscere l’operare creativo dell’universale nei minimi dettagli delle manifestazioni concrete della realtà, ci si apre alla prospettiva goethiana che coglie il vivente prima di ciò che è morto e che coglie l’elemento morto entro i processi di metamorfosi della vita.

TEMI E MATERIE FONDAMENTALI

1) Antroposofia

2) Antroposofia e metodologia. Relazione tra il metodo goetheanistico e il metodo sperimentale. Filosofia e Antroposofia. Scienza e Antroposofia

3) Antroposofia come base per un ampliamento  della conoscenza dell’uomo e della natura

4) Antroposofia e Antropologia

5) Relazione tra uomo e universo

6) Aspetti fondamentali della formazione dell’educatore. Educazione e Autoeducazione

7)Triarticolazione sociale. Le basi sociali dell’organismo scolastico. Allievi, Genitori e Maestri

8) Introduzione alla Pedagogia Waldorf. Genitori e Maestri. L’alleanza pedagogica

9) Scuola e Territorio

10) Scuola e ambiente naturale. Scuola e ambiente sociale

11) La libera iniziativa individuale come fondamento dell’autoeducazione: studio, esercizio, meditazione

12) Struttura temporale dell’esistenza. Tempo  universale, tempo biologico e tempo biografico. Ritmi e cicli nello svolgimento della biografia

13) Struttura temporale  del processo evolutivo e maturato del bambino. I primi tre settenni e la loro ripercussione nello svolgimento della biografia

14) Destino ed esistenza. Prenatalità, innatalità e immortalità. Necessità e libertà. Reincarnazione e Karma.

15) La pedagogie come arte. Scienza, Arte e Religione. L’importanza del gioco nello sviluppo del bambino

16) Arti plastiche, arti figurative, musica, parola

17) Euritmia, antropostura, danza, ginnastica

18) La scuola come centro di iniziative culturali e sociali

19) Il ruolo della manualità nell’educazione del bambino

20) la scuola e lo sviluppo della socialità del bambino. Famiglia, scuola e società

21) L’educazione e la conoscenza dell’uomo e del suo divenire: corpo, anima e spirito

La formazione è strutturata in blocchi tematici modulari integrata con lezioni di studio complementare ai quali si può partecipare singolarmente. Il candidato alla formazione completa potrà iniziare in qualunque momento il proprio percorso con Rinascita18. Per coloro che partecipano ai singoli blocchi verrà dato un attestato di frequenza. 

 

Verrà rilasciato un attestato di idoneità alla pratica Pedagogica solo per coloro che partecipano a tutto il Master.

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